GARAGE MUSEUM OF CONTEMPORARY ART
Musei e spazi d’arte contemporanea da conoscere
Dalla Russia all’Italia, passando per Berlino, Londra, Istanbul, Anversa e Tallinn, alcuni musei e centri d’arte contemporanea si distinguono non soltanto per le collezioni che custodiscono, ma anche per il rapporto che hanno saputo costruire con l’architettura, la città e il territorio.
Ex stazioni ferroviarie, fabbriche, depositi, opifici, palazzi storici e nuovi edifici firmati da alcuni dei più importanti architetti contemporanei diventano luoghi dedicati alla ricerca artistica, alla sperimentazione e alla produzione culturale.
Garage Museum of Contemporary Art – Mosca
Fondato nel 2008 da Dasha Zhukova e Roman Abramovich, il Garage Museum of Contemporary Art si trova oggi all’interno di Gorky Park, a Mosca.
È stato uno dei primi grandi progetti filantropici russi dedicati alla promozione e alla comprensione dell’arte contemporanea russa e internazionale del secondo Novecento e del XXI secolo.
Sempre nel 2008, Zhukova ha fondato la IRIS Foundation, organizzazione non profit nata per sostenere iniziative culturali legate all’arte contemporanea, tra cui lo stesso Garage.
Dall’officina degli autobus a Gorky Park
L’architettura è da sempre uno degli elementi centrali dell’identità del museo.
Il Garage nasce infatti all’interno del Bakhmetevsky Bus Garage, edificio progettato negli anni Venti dall’architetto russo Konstantin Melnikov.
Proprio da questa prima sede deriva il nome “Garage”.
Nel corso degli anni l’istituzione ha ospitato opere ed esposizioni dedicate ad artisti internazionali come Mark Rothko, Anthony Gormley, Cindy Sherman, Jeff Koons e Takashi Murakami, oltre ad aver partecipato alla scena delle grandi manifestazioni artistiche moscovite.
Dal 2015 il museo occupa un nuovo edificio all’interno di Gorky Park, progettato dallo studio OMA di Rem Koolhaas.
Il progetto nasce dal recupero del ristorante modernista sovietico Vremena Goda, “Le stagioni dell’anno”, costruito nel 1968.
Il nuovo involucro in policarbonato conserva e reinterpreta la struttura preesistente, trasformandola in uno spazio museale contemporaneo.
Mostre, ricerca e formazione
Il Garage propone un ampio programma di mostre, eventi, conferenze, seminari e attività educative.
Particolare attenzione viene dedicata ai bambini, ai giovani e alle nuove forme di apprendimento legate alla cultura contemporanea.
Un ruolo importante è svolto anche dal Garage Archive, archivio dedicato alla storia dell’arte contemporanea russa e piattaforma per progetti di ricerca nazionali e internazionali.
Dal 2011 il museo sviluppa inoltre un’attività editoriale attraverso libri, pubblicazioni e la rivista GARAGE.
Sito ufficiale: garagemca.org
White Cube – Londra
White Cube è una delle gallerie private più conosciute della scena internazionale dell’arte contemporanea.
Fondata nel 1993 dal gallerista e mercante d’arte Jay Jopling, aprì inizialmente in Duke Street, nel West End di Londra.
Nel giro di pochi decenni il progetto si è espanso oltre i confini britannici, sviluppando una presenza internazionale con spazi anche in città come Hong Kong, Parigi e New York.
La galleria degli Young British Artists
White Cube ha avuto un ruolo importante nell’affermazione degli Young British Artists, conosciuti con l’acronimo YBA.
Questo gruppo di artisti, formatosi in gran parte attorno al Goldsmiths College di Londra, conquistò una posizione centrale nella scena artistica britannica e internazionale tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta.
Tra i nomi più rappresentativi figurano:
- Damien Hirst;
- Tracey Emin;
- Sarah Lucas;
- Jenny Saville.
White Cube ha contribuito alla loro affermazione e, più in generale, alla costruzione di un modello di galleria capace di esercitare una forte influenza sul mercato e sulla cultura dell’arte contemporanea.
Sito ufficiale: whitecube.com
Lumiere Brothers Center for Photography – Mosca
Il Museo dei Fratelli Lumière di Mosca nasce nel 2010 per iniziativa di Eduard Litvinsky e Natalya Grigoryeva-Litvinsky.
Lo spazio viene organizzato nell’area dell’ex fabbrica di dolciumi Krasny Oktyabr, uno dei più interessanti esempi moscoviti di riconversione di un complesso industriale in polo culturale.
Il centro concentra la propria attività principalmente sullo studio della fotografia russa e internazionale, sulla ricerca nel campo della cultura visiva e sul sostegno ai nuovi autori.
Un archivio della fotografia russa
La struttura comprende anche una biblioteca dedicata alla storia della fotografia.
Le collezioni permettono di attraversare diverse fasi della cultura fotografica russa e sovietica.
Tra gli autori della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo vengono ricordati:
- Alexander Grinberg;
- Karl Bulla;
- Yuri Eremin.
Un ruolo particolarmente importante è riservato all’avanguardia sovietica, rappresentata da fotografi come Boris Ignatovich, Alexander Rodchenko ed Eleazar Langman.
Il museo conserva inoltre importanti testimonianze fotografiche legate alla Seconda guerra mondiale, attraverso lavori di autori come Mikhail Trakhman, Dmitry Baltermants e Yakov Ryumkin.
Dagli anni Sessanta alla fotografia contemporanea
La collezione comprende anche fotografie e ritratti realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta e permette di approfondire la nascita delle correnti alternative della fotografia sovietica sviluppatesi soprattutto dalla fine degli anni Settanta.
Tra queste trova spazio anche la Scuola di Kharkov, insieme al lavoro di numerosi fotografi indipendenti.
La parte più recente consente invece di esplorare alcuni sviluppi della fotografia russa contemporanea, comprendendo autori legati alla ricerca concettuale e alle nuove scuole fotografiche.
Sito ufficiale: lumiere.ru
CAOS – Centro per le Arti Opificio Siri, Terni
Il CAOS – Centro per le Arti Opificio Siri rappresenta uno degli esempi italiani di riconversione di un complesso industriale in spazio dedicato alla cultura.
Il centro nasce all’interno dell’ex fabbrica chimica SIRI di Terni, nel cuore dell’Umbria industriale.
Di proprietà del Comune di Terni, lo spazio viene concepito come luogo multidisciplinare dedicato all’arte, allo spettacolo, alla ricerca e alla didattica.
Una cittadella culturale nell’ex fabbrica
Il CAOS accoglie esposizioni temporanee nazionali e internazionali, laboratori didattici, attività creative e progetti culturali.
All’interno del complesso trovano spazio:
- il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice;
- il Museo Archeologico Claudia Giontella;
- il Teatro Sergio Secci;
- spazi destinati a residenze e produzioni artistiche;
- una biblioteca;
- una sala video;
- aule didattiche;
- il Fat Art Club.
Il recupero dell’ex opificio trasforma così un frammento della storia industriale di Terni in un luogo dedicato alla produzione culturale contemporanea.
Sito ufficiale: caos.museum
Istanbul Modern
Le origini dell’Istanbul Modern risalgono idealmente al 1987, anno della prima Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea di Istanbul, manifestazione che successivamente sarebbe diventata la Biennale di Istanbul.
Il grande interesse suscitato dall’evento spinse il dottor Nejat F. Eczacıbaşı a promuovere la creazione di un museo permanente dedicato all’arte contemporanea.
Un progetto nato attraverso numerosi tentativi
Una delle prime sedi individuate fu il Feshane, ex stabilimento tessile del XIX secolo situato sul Corno d’Oro.
L’edificio venne convertito e nel 1991 ospitò la terza Biennale Internazionale di Istanbul, ma il progetto di trasformarlo stabilmente in museo non riuscì a consolidarsi.
Negli anni successivi diverse istituzioni e personalità provarono a creare un museo d’arte moderna permanente, incontrando soprattutto due ostacoli: la difficoltà di individuare uno spazio adeguato e quella di costruire il nucleo di una collezione stabile.
Una nuova opportunità arrivò nel 2003, quando il quarto deposito doganale del molo di Galata, vicino all’Accademia di Belle Arti Mimar Sinan, venne utilizzato come sede principale dell’ottava Biennale di Istanbul.
Il progetto del nuovo museo
Successivamente Istanbul Modern si trasferì temporaneamente nell’edificio storico dell’Union Française, in Meşrutiyet Avenue, a Beyoğlu, durante i lavori per la realizzazione della nuova sede.
Il nuovo edificio museale è inserito all’interno del grande progetto di sviluppo Galataport, nell’area originaria del museo.
L’iniziativa ha coinvolto il Gruppo Eczacıbaşı, sponsor fondatore dell’istituzione, insieme ai principali partner del progetto.
Sito ufficiale: istanbulmodern.org
MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Fondato nel 1987 come ente funzionale della Provincia autonoma di Trento, il MART è una delle principali istituzioni italiane dedicate all’arte moderna e contemporanea.
Opera attraverso diverse sedi.
A Rovereto si trovano la sede principale del museo e la Casa d’Arte Futurista Depero, mentre a Trento è presente la Galleria Civica, entrata a far parte del sistema MART nel 2013.
L’architettura di Mario Botta
La sede principale di Rovereto è stata inaugurata nel 2002.
Il complesso, progettato da Mario Botta e Giulio Andreolli, è caratterizzato dalla grande cupola di acciaio e vetro che sovrasta la piazza centrale.
La piazza rappresenta uno degli elementi distintivi del museo: uno spazio aperto, accogliente e concepito quasi come un’agorà contemporanea.
Una collezione tra Ottocento e contemporaneità
Il MART conserva, tutela e valorizza un patrimonio di circa 20.000 opere, attraverso un percorso che attraversa quasi due secoli di storia artistica.
Particolare attenzione viene dedicata all’arte italiana, dall’Ottocento fino alle espressioni contemporanee.
La collezione è affiancata da attività di ricerca, esposizioni temporanee e strumenti digitali che permettono di esplorare il patrimonio anche attraverso il catalogo online.
Il museo è stato concepito più come un vero polo culturale che come una semplice struttura espositiva.
La collocazione extra-metropolitana contribuisce inoltre a creare un’esperienza nella quale arte, architettura, paesaggio, cultura e territorio dialogano continuamente.
Sito ufficiale: mart.tn.it
Palazzo Merulana – Roma
Palazzo Merulana ospita una collezione dedicata prevalentemente alla Scuola Romana e al Novecento italiano, mantenendo al tempo stesso uno sguardo aperto verso l’arte contemporanea.
Il percorso espositivo comprende oltre novanta opere distribuite su circa 1.800 metri quadrati e articolate su quattro piani.
La Sala delle Sculture
Al piano terra il visitatore viene accolto in uno spazio ad accesso libero con bookshop, caffetteria e un’area dedicata alla scultura.
Sono presenti opere di artisti come:
- Antonietta Raphaël;
- Mario Ceroli;
- Pericle Fazzini;
- Ercole Drei.
A completare lo spazio c’è un piccolo giardino urbano, che crea una zona di sosta lontana dal traffico di Via Merulana.
Il Salone e la Galleria
Il cuore della Collezione Cerasi si trova ai piani superiori.
Qui sono raccolti numerosi dipinti e sculture di alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del Novecento:
- Giorgio de Chirico;
- Giacomo Balla;
- Antonio Donghi;
- Giuseppe Capogrossi;
- Felice Casorati;
- Luigi Pirandello;
- Gino Severini;
- Duilio Cambellotti.
L’allestimento cerca di costruire un ambiente accogliente e domestico, invitando il visitatore a sostare tra le opere.
Al centro dello spazio trova posto anche Il Direttore delle Stelle di Jan Fabre, creando un collegamento diretto con la contemporaneità.
La Collezione Cerasi
La collezione nasce dall’attività di Elena e Claudio Cerasi e comprende un importante nucleo di pittura e scultura italiana, soprattutto del periodo tra le due guerre.
La presenza di numerosi artisti legati a Roma riflette il forte rapporto dei collezionisti con la cultura della capitale.
Sito ufficiale: palazzomerulana.it
Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart, Berlino
L’Hamburger Bahnhof è uno dei più importanti musei berlinesi dedicati all’arte contemporanea.
La particolarità dell’istituzione emerge già dal nome.
L’edificio, infatti, non nasce come museo.
Da stazione ferroviaria a museo
L’Hamburger Bahnhof venne inaugurato nel dicembre del 1846 come capolinea della linea ferroviaria tra Berlino e Amburgo.
Soltanto molti decenni più tardi iniziò la trasformazione culturale dell’edificio.
Nel 1984 la struttura passò sotto l’amministrazione del Senato di Berlino Ovest e venne parzialmente restaurata in vista delle celebrazioni per il 750º anniversario della città.
Nel 1987, con l’esposizione Viaggio a Berlino, l’ex stazione tornò a essere utilizzata come spazio espositivo.
L’anno successivo venne affidata alla Fondazione prussiana per i beni culturali con l’obiettivo di trasformarla stabilmente in museo.
L’apertura del museo
Dopo un ampio intervento di conversione e restauro progettato dall’architetto Josef Paul Kleihues, l’Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlin venne inaugurato il 2 novembre 1996.
Gli interventi ampliarono il complesso e introdussero nuovi spazi dedicati alle esposizioni.
Ulteriori ampliamenti furono resi necessari anche dalla presenza della Collezione Friedrich Christian Flick.
Le vecchie sale di spedizione dietro l’edificio principale vennero quindi riconvertite dagli architetti Kuehn Malvezzi e collegate alla struttura storica.
Con le cosiddette Rieckhallen, la superficie espositiva aumentò notevolmente.
Oggi il museo fa parte del sistema della Nationalgalerie berlinese e rappresenta uno dei principali punti di riferimento internazionali per l’arte contemporanea.
Sito ufficiale: smb.museum
MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera
Il MUSMA è un museo italiano interamente dedicato alla scultura.
Ha sede a Palazzo Pomarici, edificio del XVI secolo inserito nel paesaggio straordinario dei Sassi di Matera.
La sua caratteristica principale è il rapporto quasi simbiotico tra le opere contemporanee e gli ambienti storici e rupestri nei quali vengono esposte.
Un museo nella roccia
Gli spazi del museo comprendono infatti sia le parti costruite del palazzo sia grandi ambienti ipogei scavati nella roccia.
Le sculture entrano così in relazione diretta con le superfici e i volumi dei Sassi, creando un’esperienza museale profondamente diversa da quella offerta da una tradizionale galleria neutra.
Il visitatore si muove tra ambienti modellati nei secoli dall’uomo e opere contemporanee, in un continuo confronto tra materia antica e ricerca artistica moderna.
La collezione
Il MUSMA racconta la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine dell’Ottocento fino alla contemporaneità.
Il patrimonio comprende:
- sculture;
- ceramiche;
- medaglie;
- gioielli;
- disegni;
- opere grafiche;
- libri d’artista.
Il museo dispone inoltre di una raccolta di monografie, cataloghi, testi letterari, saggi, fotografie e documenti destinati alla Biblioteca Vanni Scheiwiller.
Alla sua costituzione ha contribuito anche Alina Kalczynska, moglie dell’editore e collezionista Vanni Scheiwiller.
Matera tra passato e contemporaneità
Alla base del progetto c’è l’idea che una città antica come Matera non debba vivere soltanto attraverso il proprio passato.
Il patrimonio storico può diventare il punto di partenza per nuovi linguaggi.
Il MUSMA nasce proprio da questa visione: trasformare i Sassi in uno spazio stabile nel quale la memoria architettonica possa incontrare le forme della creatività contemporanea.
Sito ufficiale: musma.it
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo è la prima istituzione nazionale italiana specificamente dedicata alla creatività contemporanea.
Pensato come un grande campus culturale, il museo si propone non soltanto come luogo di conservazione ed esposizione, ma anche come laboratorio di ricerca, sperimentazione e produzione culturale.
La Fondazione MAXXI è stata costituita nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
L’edificio di Zaha Hadid
La sede del museo si trova nel quartiere Flaminio di Roma.
L’edificio, progettato da Zaha Hadid, è diventato esso stesso una delle principali opere architettoniche contemporanee della capitale.
Linee curve, percorsi sovrapposti, grandi superfici in cemento e spazi fluidi mettono continuamente in discussione il rapporto tradizionale tra visitatore, edificio e opera d’arte.
L’architettura non funziona semplicemente come contenitore.
È parte dell’esperienza.
Un museo come laboratorio
La programmazione comprende:
- mostre;
- workshop;
- convegni;
- laboratori;
- spettacoli;
- proiezioni;
- attività formative;
- ricerca.
Il MAXXI è strutturato attraverso aree dedicate all’arte, all’architettura, alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo.
MAXXI Architettura
Le collezioni dedicate all’architettura comprendono documenti e materiali che permettono di ricostruire l’intero processo progettuale: dalla fase ideativa alla realizzazione e al rapporto con il contesto fisico e culturale.
MAXXI Arte
L’area dedicata all’arte contemporanea opera all’interno di un edificio volutamente fuori dagli schemi e sperimenta modalità espositive che cercano di superare il modello tradizionale del museo.
Ricerca, educazione e formazione
Il museo sviluppa inoltre attività educative e strumenti per approfondire fenomeni artistici, trasformazioni sociali e grandi questioni della contemporaneità.
L’obiettivo è fare del MAXXI un luogo attivo di conoscenza, non semplicemente un deposito di opere.
Sito ufficiale: maxxi.art
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
La GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è stata inaugurata nel 1991.
Il museo ha sede negli spazi dell’antico Monastero delle Dimesse e delle Servite, restaurato tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta dallo Studio Gregotti Associati.
Il modello gestionale si basa sulla collaborazione tra settore pubblico e privato.
Uno spazio aperto a pubblici differenti
Con circa 1.500 metri quadrati di superficie espositiva, la GAMeC propone mostre personali e collettive dedicate ad artisti italiani e internazionali.
La programmazione comprende anche un articolato calendario di iniziative rivolte a pubblici differenti.
L’obiettivo è costruire uno spazio dinamico di confronto, approfondimento e partecipazione culturale.
Una collezione di circa 3.000 opere
La collezione si è sviluppata grazie a donazioni, acquisizioni, fondi e premi.
Comprende circa 3.000 opere che attraversano il Novecento e arrivano fino alla contemporaneità.
Tra i nuclei principali figurano la Raccolta Spajani, la Collezione Manzù e la Raccolta Stucchi.
La Raccolta Spajani comprende opere di alcuni grandi autori del Novecento, tra cui:
- Giacomo Balla;
- Umberto Boccioni;
- Giorgio de Chirico;
- Vasilij Kandinskij;
- Giorgio Morandi.
La Collezione Manzù nasce invece dalla donazione dello scultore Giacomo Manzù alla città di Bergamo.
La Raccolta Stucchi si concentra soprattutto sugli anni Cinquanta e Sessanta, con particolare attenzione ai protagonisti dell’Informale, tra cui Alberto Burri, Jean Fautrier e Hans Hartung.
A questi nuclei si aggiungono opere provenienti dall’Accademia Carrara e numerosi lavori di artisti contemporanei italiani e internazionali.
La GAMeC è inoltre tra i promotori e fondatori di AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
Sito ufficiale: gamec.it
M HKA – Museum of Contemporary Art Antwerp
Il M HKA di Anversa è un museo dedicato all’arte contemporanea, al cinema e alla cultura visiva intesa in senso ampio.
Si presenta come uno spazio aperto di incontro tra artisti, pubblico e società.
La sua identità nasce anche dalla tradizione d’avanguardia della città di Anversa.
Arte e società
Il museo cerca di mettere in relazione:
- ricerca artistica e questioni sociali;
- dimensione internazionale e territorio;
- artisti e pubblico;
- tradizione e innovazione;
- riflessione critica ed esposizione.
Al centro del progetto rimane la collezione permanente, costantemente sviluppata attraverso acquisizioni, ricerca e attività di conservazione.
Il museo è un’istituzione culturale della Comunità fiamminga.
Una prospettiva internazionale
Nel corso degli anni la politica del museo ha progressivamente allargato il proprio sguardo.
L’arte belga mantiene un ruolo importante, ma viene inserita in un contesto internazionale più ampio.
Nel 2003 la fusione con il Center for Visual Culture ha ulteriormente esteso l’area di interesse del M HKA oltre le sole arti visive tradizionali.
Particolare attenzione viene dedicata all’audiovisivo e alle pratiche artistiche provenienti da aree geografiche spesso meno rappresentate nel sistema occidentale dell’arte contemporanea.
La collezione
La raccolta comprende migliaia di opere e include artisti come:
- Kutluğ Ataman;
- Francis Alÿs;
- Marlene Dumas;
- Jan Fabre;
- Luc Tuymans;
- Sergei Bratkov;
- Jimmie Durham;
- Wilhelm Sasnal;
- Amal Kenawy;
- N. S. Harsha.
Dal 2007 fa parte del patrimonio del museo anche l’abitazione e luogo di lavoro di Panamarenko in Biekorfstraat 2.
Sito ufficiale: muhka.be
Kumu Art Museum – Tallinn
Il Kumu Art Museum di Tallinn è uno dei principali musei dell’Estonia e uno dei punti di riferimento della scena culturale baltica.
Particolarmente interessante è il rapporto tra le collezioni storiche, l’eredità dell’occupazione sovietica e la produzione artistica contemporanea.
Anche l’edificio che ospita il museo rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dell’istituzione.
Dalla storia estone alla contemporaneità
Le collezioni permettono di attraversare la storia dell’arte estone a partire dal XVIII secolo.
Particolarmente significativa è la parte dedicata al periodo sovietico.
Da un lato vengono presentate opere aderenti ai principi del realismo socialista.
Dall’altro trovano spazio lavori anticonformisti e produzioni che cercavano di allontanarsi dai linguaggi ufficialmente accettati.
La vicinanza tra queste due esperienze crea un contrasto particolarmente efficace per comprendere le tensioni culturali dell’epoca.
Arte contemporanea e memoria storica
La sezione dedicata alla contemporaneità mostra come la storia dell’Estonia continui a influenzare il lavoro di molti artisti.
Il passato sovietico, le trasformazioni politiche e la ridefinizione dell’identità nazionale emergono in numerose ricerche contemporanee.
Il museo diventa così non soltanto luogo di conservazione, ma spazio nel quale la storia viene continuamente riletta attraverso il linguaggio artistico.
Perché si chiama Kumu
Il nome venne scelto attraverso un concorso pubblico indetto nel 2004.
Kumu nasce dall’unione delle parole estoni kunst e muuseum, cioè “arte” e “museo”.
Ma il termine kumu possiede anche un altro significato in estone: può indicare una voce, un’eco, qualcosa che si sente dire.
Una coincidenza linguistica che ha contribuito a rendere il nome immediatamente riconoscibile e facilmente adottato dal pubblico.
Sito ufficiale: kunstimuuseum.ekm.ee